La scelta del dominio di un sito per un buon posizionamento: 6 consigli utili

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scelta del dominio di un sito web

La scelta del dominio di un sito web è un elemento fondamentale, nonché uno dei primi passi da effettuare nella fase iniziale di attuazione di una strategia di Web Marketing e SEO.

Innanzitutto bisogna ricordarsi che il nome di dominio del sito web avrà il compito di identificare la nostra attività e per questo motivo non vanno dimenticate alcune fondamentali regole che dovranno essere opportunamente incrociate con le tecniche di ottimizzazione in ottica SEO.

Ecco 6 pratici consigli per scegliere un nome dominio per un buon posizionamento:

1) Scegli il corretto dominio di primo livello (TLD)

Il nome di dominio è composto dall’estensione TLD e dal nome dell’host.
Il TLD (Top Level Domain) può indicare un’area geografica oppure il tipo di categoria. Per esempio .it indica Italia, .com sta per “commerciale”, .org per “organizzazioni non commerciali”.
Il nome dell’host, invece, rappresenta il nome vero e proprio che identifica un brand o un’attività.

In linea generale si consiglia di utilizzare TLD geolocalizzati qualora si faccia riferimento a prodotti e servizi offerti in un particolare mercato nazionale. Nel caso in cui, invece, si intenda realizzare un sito web multilingua con l’obiettivo di espandere il proprio business all’estero, si consiglia di optare per l’utilizzo del .com.

Solitamente estensioni come .org o .net rappresentano le comunità internet quindi, nel caso in cui si tratti della scelta di un dominio per un’azienda, si consiglia di optare per altri TLD.

Il .biz è il primo ambiente su scala mondiale dedicato esclusivamente alla comunità imprenditoriale, ma bisogna tener comunque presente che si tratta della seconda estensione più utilizzata da siti spammer.
È bene ricordare che, il 20 giugno 2011, ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha avviato un processo che permette di avere estensioni di dominio (TLD) personalizzabili con parole chiave libere e brand aziendali portando così vantaggi e visibilità a livello di marchio, per esempio www.iphone.apple, www.android.google e www.windows8.microsoft

Nonostante non vi siano notizie ufficiali in merito all’impatto di tali TLD nell’ambito SEO, sembrerebbe che Google e i principali motori di ricerca potrebbero avere un occhio di riguardo per queste nuove estensioni personalizzate, in quanto attribuibili solamente a brand, aziende e personaggi di rilievo e, di conseguenza, in possesso di standard qualitativi (es: assenza di spam, assenza di contenuti duplicati, ecc…) superiori alla media dei domini registrati.

2) Scegli un nome dominio relativamente breve

Se da un lato la lunghezza del dominio non incide in alcun modo nel punteggio assegnato al sito web dai motori di ricerca, è bene tenere sempre presente che i nomi brevi sono facili da ricordare e garantiscono una migliore visibilità dell’azienda in quella che è definita “comunicazione offline” e che comprende loghi, cartelloni pubblicitari, brand aziendali, ecc…

Scegliere un nome dominio troppo lungo comporterebbe difficoltà nella memorizzazione da parte dei potenziali clienti, nonché possibili errori ortografici durante la ricerca.

Inoltre, nel caso in cui si voglia intraprendere la strategia del pay-per-click, nomi dominio eccessivamente lunghi potrebbero non rispettare il numero massimo di caratteri inseribili negli annunci a pagamento.

In linea generale, i nomi dominio non possono superare 243 caratteri.

3) Scegli un nome dominio “originale” e facile da ricordare

La maggior parte degli utenti che cerca informazioni specifiche su una determinata attività, è solita digitare come query di ricerca direttamente il nome dell’azienda.
In questi casi, associare al proprio brand un numero eccessivo di parole, espressioni in lingua straniera o difficilmente riconducibili al business della vostra azienda, potrebbe comportare negli utenti delle difficoltà nel riconoscere il risultato corrispondente al vostro sito web.

Nel peggiore dei casi, non riuscendo ad identificare il corretto dominio della vostra attività, i vostri potenziali clienti potrebbero essere condotti verso siti concorrenti.
Generalmente, il nome dominio è più efficace se è composto da una o massimo due parole chiave.

Per rendere il vostro dominio “originale” e facilmente memorizzabile, è possibile optare per combinazioni di due parole specifiche, come CaldoFreddo.

4) Scegli un nome dominio inconfondibile

All’interno del web è possibile trovare un numero vastissimo di aziende con nomi simili, a volte anche uguali.

Per questo motivo è necessario assicurarsi che la scelta del dominio del sito aziendale ricada su un nome unico e inconfondibile, difficilmente associabile ad altri dominio o, peggio, a siti web competitors.

Nel caso in cui il nome dominio che si vuole associare al proprio sito web sia già occupato, è bene valutare alternative differenti e non limitarsi ad invertire i termini che compongono il nome. Si rischierebbe infatti di essere confusi e di non acquisire una specifica identità all’interno del web.

Consigliamo, in ogni caso, di assicurarsi di non violare copyright o brevetti, visitando il sito della sezione marchi e brevetti dello Stato in cui si intende effettuare la registrazione.

5) Utilizza il brand e non abusare delle keywords

Se la scelta del dominio di primo livello (TLD) è fondamentale per intraprendere una strategica attività di posizionamento del proprio business all’interno del web, quella del dominio di secondo livello (SLD) lo è ancora di più.

Il dominio di secondo livello rappresenta, infatti, la parte più importante di tutto l’indirizzo internet: identifica l’azienda, l’attività, il brand ed è l’elemento che viene memorizzato dai potenziali clienti.

Generalmente, in questa fase si può scegliere tra tre:

  • Un dominio composto esclusivamente dal nome del brand o dell’azienda;
  • Un dominio composto esclusivamente da combinazioni di parole chiave, (spesso separate dal trattino) che descrivono in maniera immediata il core business dell’azienda
  • Un dominio che coniuga il nome del brand con una o più keywords correlate al business dell’azienda

In passato, la tendenza di coloro che effettuavano la scelta di un dominio di secondo livello in ottica di posizionamento, era quella di optare per la 3° tipologia, ovvero nomi domini che contenessero le parole chiave maggiormente ricercate dagli utenti.

Questi domini venivano privilegiati dai motori di ricerca e andavano a riempire i primi risultati forniti nelle SERP. Quest’ultime, però, presentavano siti web con nomi coincidenti esattamente alle query degli utenti, ma con contenuti non coerenti. Si trattava, infatti, nella maggior parte dei casi, di siti spammer che utilizzavano nomi dominio strategicamente studiati per veicolari messaggi totalmente differenti.

Nel 2012, però, con l’obiettivo di fronteggiare i problemi sempre più frequenti di spammer e per rendere le SERP maggiormente funzionali alla soddisfazione degli intenti di ricerca degli utenti, Google ha lanciato una modifica al suo algoritmo: l’update degli EMD.

Gli EMD, ovvero Exact Match Domani, sono quei domini che contengono keywords corrispondenti esattamente alla query di ricerca degli utenti.

L’algoritmo di Google, così aggiornato, ha incominciato a penalizzare i domini a corrispondenza esatta, favorendo, al contrario, quei siti i cui domini esprimono solamente il nome del brand o dell’azienda.

Si consiglia, per tanto, di optare per domini brandable, ovvero che propongono il nome del brand o dell’azienda e, eventualmente, combinarli con una sola parola chiave, creando un giusto mix tra brand e keyword.

6) Verifica la storicità del dominio

I maggiori esperti SEO hanno da sempre affermato che l’anzianità di un dominio rappresenta un aspetto molto importante tra i vari elementi che determinano il posizionamento di un sito web.

Nonostante ciò, come recentemente dichiarato da Matt Cutts, questa premessa non implica che registrare un dominio per più anni (per esempio dal 2015 al 2020) permetta di vantare un maggior peso attribuito dal motore di ricerca. Infatti, il sito web non presenterà sempre gli stessi contenuti e la loro qualità potrà variare nel corso degli anni.
Un dominio registrato nel 2000, ma rimasto inutilizzato non potrà essere ritenuto più autorevole di un dominio più recente che presenta contenuti di qualità e numerose visite.

Generalmente, l’età di un sito potrebbe essere un elemento da tenere in considerazione solamente se il sito stesso ha, alle spalle, una storia di contenuti, di qualità e di autorevolezza.

Durante la scelta del dominio è bene verificare i precedenti eventuali possessori del dominio e la situazione attuale del dominio stesso, per verificare la presenza di possibili penalizzazioni, backlink spam, ecc…

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