Lezione 1. Le basi della SEO: tag Title, URL, tag Heading

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le basi della seo tag title

Molti dicono che non bisogna giudicare il libro dalla copertina, ma la prima impressione è sicuramente la più importante. Questo vale anche per i siti web. Non bisogna mai lasciare nulla al caso e fare molta attenzione affinché i siti vengano realizzati ad hoc per l’utente. Ottimizzare, in particolare, l’URL del proprio sito, i tag heading e i tag title consente di massimizzare le possibilità di ottenere un buon posizionamento nelle Serp di Google e degli altri motori di ricerca.

Tag Title in ottica SEO

Il tag title è fondamentale per l’ottimizzazione in chiave SEO e per la condivisione social di un sito internet; è presente, infatti, in tutti i documenti HTML e rappresenta il titolo del documento: lo si trova come titolo nelle schede del browser e come titolo nei risultati di ricerca di Google.

In questi anni la lunghezza del tag title è variata numerose volte. Prima delle modifiche si raccomandava di scrivere testi che non eccedessero i 65/70 caratteri.
Nel 2014, Google apportò una delle prime modifiche e ridusse il tag title: si potevano visualizzare solo i primi 50/60 caratteri che corrispondono, all’incirca, a quello spazio di 512 pixel, superato il quale si mostravano i puntini di sospensione. Una regola tradizionale tra i professionisti SEO era, quindi, quella di contenere il tag title entro i 55 caratteri totali.

Di recente, da maggio 2016, seppur l’aggiornamento sia passato quasi inosservato, è stato nuovamente possibile ottenere una visualizzazione maggiore nelle Serp di Google, equivalente a circa 65/75 caratteri. Una delle motivazioni plausibili potrebbe essere quella derivante dal fatto che Google ha eliminato lo spazio di advertising, che si collocava nello spazio destro del motore di ricerca, aumentando la visualizzazione a circa 600 pixel.
Pur essendo aumentata la possibilità di allungare la descrizione del tag title, la regola tra molti SEO è rimasta sempre quella di mantenersi al massimo sui 65 caratteri, rimarcando l’importanza di un titolo conciso.

Solo da qualche mese si sta muovendo un dibattito sui blog di settore in cui si evidenzia la necessità di sfruttare l’intera estensione del nuovo limite di lunghezza, ovvero tutti i 75 caratteri del tag title.
In tal modo, secondo un’opinione che condivido, si evita di cadere in tentazione nell’utilizzo di “short keywords”, tipiche di social network come Twitter, in cui si sfornano spesso frasi fatte. Si permette così di lavorare sul posizionamento organico di frasi composte e via via più specifiche.

La regola tradizionale dei 55 caratteri è diventata, quindi, più flessibile. Ritengo, però, utile consigliarvi alcune tecniche. Il tag title, innanzitutto, deve riassumere il tema specifico di quella specifica pagina web del vostro sito. È utile, in particolare, immedesimarsi nel visitatore ponendosi alcune domande, ad esempio se il tag title fa venir voglia di cliccare quando lo si vede nella Serp di Google. Un altro consiglio è quello di non mettere online tante pagine quante sono le varianti della keyword che si devono ottimizzare. Meglio creare un’unica pagina web affinché il testo della pagina sia più ricco di vocaboli riconducibili alla keyword. Questo permette a Google di capire meglio il tema della pagina e permette a noi di sfruttare meglio la coda lunga (la Seo coda lunga è quella strategia che predilige molte parole chiave con un volume di ricerca inferiore, rispetto a parole chiave con un alto volume di ricerca). Se si crea una pagina per ogni variante di keyword si corre il rischio di disperdere su più pagine le informazioni relative a quel tema. Un’ultima raccomandazione, collegata alla precedente, è quella di creare, per ogni pagina, un unico tag title. È utile sottolineare questa cosa che può sembrare ovvia, ma che è un errore diffuso tra i vari professionisti.

Consigli per strutturare un URL Seo Friendly

basi della seo url seo friendlyGli URL (Uniform Resource Locator) sono delle stringhe di testo leggibili dall’uomo, configurate per sostituire i numeri che i computer usano per comunicare con i server e specificano dove una risorsa specificata è disponibile ed il meccanismo per raggiungerla.
Un URL in ottica SEO è decisamente più leggibile rispetto ad un vecchio URL dinamico.
L’anatomia di un URL tipico di qualche anno fa era, per esempio, la seguente:
http://www.example.com/index.php?product=1234&sort=price&print=1
Era caratterizzata da protocollo, sottodominio, dominio, dominio di primo livello, pagina (nome del file), estensione del file, parametri CGI.
Molti URL attuali sono ottimizzati nel seguente modo: protocollo, sottodominio, dominio, dominio di primo livello, cartelle/percorsi, pagina, name anchor. Un esempio è il seguente:
http://store.example.com/topics/subtopic/descriptive-product-name#top.

Gli URL sono estremamente importanti sotto il profilo della ricerca: appaiono in numerose e importanti posizioni. Dal momento che i motori di ricerca mostrano gli URL nei risultati, possono influire sui click-through e sulla visibilità. Gli URL possono comparire nella barra degli indirizzi del browser, e mentre ciò ha generalmente uno scarso impatto sui motori di ricerca, una struttura URL carente può determinare un’esperienza negativa per l’utente.

I professionisti SEO hanno, quindi, studiato le best practices per strutturare un URL in ottica SEO. Queste sono tra le più importanti:

  1. un importante aspetto riguarda l’accessibilità: più semplice è la lettura per l’uomo, ancora di più lo è per il motore di ricerca;
  2. le keywords negli URL sono una buona idea. Alcuni studi dimostrano che gli URL sono uno degli elementi più importanti che gli utenti considerano quando cliccano su un link. L’URL è un documento web che è ideato per essere descrittivo e breve il più possibile, affinché il visitatore che legge solo la stringa del sito, possa avere una buona idea di ciò che troverà nel sito. Queste indicano a coloro che hanno visto il sito su un social media, una email o quando cliccano su di un link, che stanno cercando quello che vogliono e si aspettano. Secondariamente, gli URL copiati e incollati regolarmente, quando non ci sono gli anchor text ( i testi utilizzati nel link verso un sito web), fungono essi stessi da anchor text. Per ultimo, le keyword presenti negli URL vengono messe in evidenza nei risultati di ricerca;
  3. URL multipli con lo stesso contenuto? Il metodo migliore è canonicalizzarli! Puoi usare un “301 redirect” ( se non hai un reale motivo per mantenere il sito duplicato) oppure un rel=canonical ( se vuoi mantenere due versioni leggermente diverse per i visitatori);
  4. evita i parametri dinamici quando puoi, perchè per il lettore sono una cosa inutile. Molte piattaforme CMS, come ISAPI rewrite o URL rewrite module aiutano in questo processo;
  5. URL corti sono preferibili ad URL lunghi. Non è necessario prendere questo consiglio alla lettera. Ovviamente, URL con 100 e più caratteri vanno ripensati e riscritti in maniera più concisa, al fine di aumentarne il valore. Inoltre, URL troppo lunghi potrebbero non essere letti da Internet Explorer;
  6. includere nell’URL le cosiddette stop words, ovvero gli articoli, le preposizioni e le congiunzioni, non è necessario. Questo ti aiuterà a creare un URL più corto e maggiormente leggibile. Piuttosto per separare le parole utilizza trattini ed underscores, anche se in maniera limitata. Un utilizzo abbondante di trattini potrebbe essere letto come spam.

Ritengo importante sottolineare l’importanza dei nomi delle varie cartelle e sotto-cartelle che compongono il percorso della pagina. Esse sono lo spazio perfetto in cui inserire le keyword sulle quali vuoi puntare. Per esempio, puoi utilizzare le cartelle inserendo i nomi delle macro-categorie di prodotti, mentre nelle sotto-cartelle i nomi delle sotto-categorie.
Infine, penso che concentrare le keywords nella parte iniziale dell’indirizzo sia un’ottima strategia.

I Tag Heading

La struttura organizzata con titoli e sottotitoli, tipica della stampa cartacea, è stata adottata anche nel Web ed è premiata sia dall’utente che, in questo modo, riesce a rintracciare più facilmente le informazioni nel testo, sia dai motori di ricerca. I tag heading sono lo strumento affinché questa suddivisione venga applicati ai testi su Internet e sono molto utili per suddividere in paragrafi ordinati in base all’importanza. Si parte dall’H1 fino ad H6: i tag H1 vengono usati per i titoli delle pagine; I tag H2 o H3 per i sottotitoli delle pagine; H4 o H5 per i testi delle pagine; H5 o H6 per note, approfondimenti, copyright, ecc.

le basi della seo tag headingLe specifiche HTML richiedono che questi tag vengano scritti nel seguente modo: tag di apertura, tag di chiusura. In particolare il tag H1 è preposto a segnalare l’argomento principale della pagina. Racchiude quindi il titolo della pagina (non del sito) e va reso in grassetto, o comunque in maniera evidente rispetto al resto del testo. Molti sviluppatori sottovalutano gli spider di Google, scrivendo grandi quantità di testo e chiudendo il tag solo a fine pagina. Questo metodo non è consigliato, in quanto si potrebbe incorrere in una penalizzazione per sovraottimizzazione.

È necessario seguire altre best practices in ottica SEO al fine di ottimizzare i tag heading. Innanzitutto, bisogna inserire un solo tag H1 per pagina perché è, principalmente, il soggetto principale. Pensate all’H1 come all’articolo di giornale: non avrebbe senso averne più di uno. Inoltre, il tag heading deve aver senso per il lettore. Il ripetere più volte all’interno dell’H1 la stessa keywords può essere considerato spam: le parole in ogni tag heading devono essere uniche e concernenti il contenuto della pagina. Se l’heading della pagina è “La barba è di moda”, questo stesso titolo non deve essere presente in altre pagine dello stesso sito.
I motori di ricerca controllano e valutano positivamente l’unicità della pagina.

Personalmente, utilizzo quasi esclusivamente i tag H1 e H2. In particolare, gli H2 per i sottotitoli. Le pagine le ottimizzo per una o due keyword al massimo ed i tag H1 li intitolo diversamente dai tag title. Inoltre, quando ho tre o più keywords, inserisco la primaria nell’H1 e le altre nei tag H1 e H2.

Rapporto tra i tag Title, gli URL e i contenuti della pagina

La chiave è la coerenza. Cercare di essere coerenti è la best way per migliorare il posizionamento della nostra pagina web nelle SERP di Google. Potrebbe essere decisamente controproducente realizzare un contenuto, con relative intestazioni, diverso da quello presentato nel tag title e nell’indirizzo della pagina. Un visitatore tipo, così come Google, trovandosi di fronte una pagina in cui manca coerenza, la valuta in maniera negativa. Per esempio, un webmaster che realizza una pagina chiamata biancheria.html si presume che parli di biancheria e non dei trucchi per vincere al Superenalotto.

È necessario quindi saper ottimizzare gli URL, i tag title e gli altri tag in maniera conforme, al fine di abbinare il contenuto di ogni singola pagina e le relative keyword che si sono individuate.
L’utente che, visitando il tuo sito, si intratterrà di più e non per pochi attimi, si sarà sicuramente accorto della buona coerenza e qualità tra l’indirizzo del sito, il tag title e i tag Hn (H1, H2… ).
E Google se ne accorge! Oltre a valutare i contenuti del sito, viene analizzato anche il comportamento ed il feedback degli utenti.

Google in questi anni ha raccolto un’elevata quantità di informazioni in grado di consentire al motore di ricerca di valutare il modo in cui navigatori utilizzano il Web. Come si può leggere nel paragrafo sul comportamento degli utenti nel Brevetto di Google:

“Il motore di ricerca può monitorare il numero delle volte che un documento è selezionato da un insieme di risultati di una ricerca e/o la quantità di tempo che uno o più utenti spendono accedendo al documento”.

Di conseguenza, si può lavorare per ottenere una coerenza tra i vari elementi della pagina al fine di influenzare l’indice stesso e fornire le informazioni in linea con i desideri degli utenti.
La visibilità di un sito è la naturale conseguenza della perfetta coesione tra i vari elementi che lo caratterizzano.

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