Mobile user experience: velocità di caricamento dei contenuti.

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Amp e velocità di caricamento dei contenuti

Negli ultimi anni il trend di crescita nella fruizione dei siti e social da smartphone e tablet ha in parallelo impresso una significativa spinta a velocizzare e semplificare l’accesso ai contenuti.

Google ha da anni cercato di stimolare la trasformazione dei siti internet progettati per il desktop, per renderli “mobile friendly”, rilasciando strumenti gratuiti per i test di compatibilità con i dispositivi mobili. In parallelo ha stimolato, rendendo di fatto un fattore di ranking, la velocità di caricamento delle pagine, rilasciando Page Speed Insights, strumento con cui è possibile per gli sviluppatori identificare le criticità che appesantiscono le pagine e renderle più performanti.

Il trend è quello di mettere in primo piano la “ mobile user experience”, dal momento che utenti che riescono a navigare più agevolmente, caricando i contenuti in modo semplice e veloce tendenzialmente saranno portati ad avere una frequenza di rimbalzo più bassa, restando per più tempo sulle pagine del sito.
La dimostrazione di come l’importanza della velocizzazione delle piattaforme mobile sia fondamentale è data dal fatto che anche Apple attraverso un brevetto rilasciato lo scorso 16 agosto sta cercando di incrementare la velocità di caricamento delle pagine attraverso il browser per aumentare l’esperienza dell’utente e ritagliarsi una maggiore fetta di mercato.

Amp e instant articles: la lotta per il controllo delle news

La battaglia per la gestione dei contenuti e delle news ha negli ultimi anni visto un continuo botta e risposta tra i colossi di Facebook e Google.
In risposta agli Instant Articles di Facebook, Google ha sviluppato le Accelerated Mobile Pages (AMP); in entrambi i casi l’utente finale è in grado di fruire delle news senza essere reindirizzato verso un sito esterno, migliorando sensibilmente la velocità di caricamento dei contenuti.
La differenza sta nel fatto che mentre Google ha sviluppato un progetto open source candidandosi di fatto a diventare lo standard di riferimento per diverse piattaforme, Facebook ha invece optato per un sistema proprietario, strettamente legato alla piattaforma social.
Per coloro che in generale gestiscono contenuti e news l’utilizzo delle AMP non è da trascurare dal momento che Google privilegia in serp le pagine che utilizzano questo tipo di codice, aumentando sensibilmente la visibilità delle stesse.
L’utilizzo degli Instant articles di Facebook essendo strettamente legato alla piattaforma rappresenta invece un’ottima scelta per quelle realtà che hanno già una presenza forte sul canale e che vogliono aumentare la loro visibilità a scapito del controllo sugli articoli che risultano standardizzati e meno riconoscibili dal punto di vista del brand.
Ovviamente l’obiettivo finale dei due colossi resta quello di monetizzare la soddisfazione degli utenti con la pubblicità presenti sulla piattaforma di riferimento su cui l’utente finale fruisce direttamente dei contenuti ricercati.
La scelta dunque delle differenti tipologie di gestione dei contenuti va calibrata in base alla esigenze del singolo, tenendo presente i pro e i contro.
Velocità e semplificazione nell’accesso ai contenuti da mobile è oramai uno dei fattori determinanti per una strategia di successo per la propria attività.
Se pensi di non essere al passo con i tempi e che il tuo sito internet possa essere velocizzato ed ottimizzato per migliorare l’esperienza finale degli utenti non esitare a contattarci, saremo in grado di consigliarti sulle migliori strategie da adottare.

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