6 Novembre 2019

I 10 miti da sfatare sulla SEO

Giulia Busi - SEO Specialist - BePrime | Categoria:
miti da sfatare sulla seo

Quante volte hai sentito parlare di SEO? Ma sai veramente cosa c’è dietro? In effetti, si tratta di un argomento complesso e di difficile interpretazione, ecco perché è così semplice imbattersi in falsi miti! Si tratta di un mondo in continua evoluzione e questo spiega il motivo per cui, con il passare del tempo, i miti sulla SEO sono sempre di più. Considerato che dovrebbe interessare qualsiasi detentore di un sito internet, è molto importante fare chiarezza una volta per tutte su questo tema. Gli stessi webmaster di Google hanno realizzato una serie di video di mythbusting, in cui vengono “smitizzati” tutti quei trucchi per aumentare la visibilità su Google.

Ecco quindi una classifica dei 10 miti da sfatare sulla SEO:

La SEO è morta!

Che tu sia un SEO specialist da anni o che ti stia avvicinando per la prima volta alla materia, un luogo comune che riecheggerà nella tua testa sarà sicuramente quello che stabilisce che la SEO è morta. Nulla di più falso! La SEO è viva e vegeta e ti dirò di più: è in costante crescita! Tra i motori di ricerca già solo Google rilascia una media di 2 update al giorno, alcuni con modifiche più visibili di altre. Purtroppo questi aggiornamenti non sono seguiti da un libretto di istruzioni e quindi, quando la vecchie tecniche di ottimizzazione smettono di funzionare, è facile rassegnarsi a pensare “la SEO è morta!”. In realtà un professionista sa che dovrà rimanere sempre sull’attenti ed informarsi per raddrizzare il tiro di tutte le proprie attività di posizionamento. La soluzione più semplice a questo problema è affidarsi a professionisti competenti e preparati, che sapranno guidare il tuo sito nei meandri degli update dei motori di ricerca.

Il robots.txt disallow serve a non indicizzare le pagine

Quando una pagina non è in grado di apportare un contenuto informativo o utile per l’utente è sempre il caso di non indicizzare la pagina nella Serp. Si pensi, per esempio, alla pagina relativa alla privacy policy, alle pagine 404 ed alle thank you page: difficilmente quando un utente cerca un sito vuole “atterrare” su queste pagine e, quando capita, le abbandonano istantaneamente. Tuttavia quando i motori di ricerca scansionano un sito necessitano di avere accesso a tutte le pagine, e quindi il modo migliore per non indicizzare la pagina è quello di inserire il tag noindex a livello di codice e non inserendola nel robots.txt disallow. Quest’ultimo infatti indica ai crawler dei motori di ricerca delle istruzioni per scansionare l’intero sito e sarebbe sempre il caso di lasciarli liberi. Una volta scansionate anche le pagine che non si vorranno far comparire tra i risultati di ricerca verrà letto anche il noindex e Google non mostrerà il contenuto tra i suoi risultati. 

robots.txt disallow

Se aumento la keyword density e riempio la pagina di parole chiave, si posizionerà!

Si sperava che questo mito fosse scomparso da tempo, ma ancora capita di vedere pagine di siti stipate con keyword di ogni sorta. Questo fenomeno viene definito keyword stuffing. Purtroppo un testo denso di parole chiave penalizzerà il sito, non solo agli occhi dei motori di ricerca ma anche a quelli dei tuoi utenti che si troveranno davanti un testo di difficile lettura e che, con tutta probabilità, sarà incomprensibile. Per quanto non esistano delle regole fisse sulla quantità di keyword che si possono inserire all’interno della pagina, è possibile farsi un’idea grazie a molti strumenti di test utili a calcolare la keyword density. Dopo aver verificato l’intento di ricerca e aver selezionato le parole chiave di riferimento è possibile sottoporre il testo ad un check. Ovviamente è importante monitorare l’andamento della pagina nel corso del periodo successivo alla pubblicazione!

keyword density

“Content is king”

Non ci sogneremmo mai di sfatare questa affermazione di Bill Gates anche perchè, in effetti, non possiamo che dargli ragione. Quando si parla di web marketing il contenuto è senz’altro il re. Tuttavia come può farsi sentire il re, se non attraverso i canali giusti? Un buon contenuto, soprattutto se modellato per chi ne usufruisce, sarà in grado di performare ma non quanto un testo ottimizzato con una strategia SEO. Solo così Google lo prenderà in considerazione, portandolo all’attenzione del pubblico desiderato. Se un sito sarà in regola al 100% con i requisiti imposti dai principali motori di ricerca, allora si potrà dire “content is king”! 

content is king

L’inserimento del sito nei motori di ricerca significa che si posiziona

“Indicizzazione” e “posizionamento” sono termini che spesso vengono confusi,  usati impropriamente e capita di sentirli usare come se fossero sinonimi. Ma non è così! L’indicizzazione è la presenza del proprio sito all’interno dei motori di ricerca, indipendentemente dalla posizione. Inoltre è importante ricordare che non è un’azione svolta dai SEO ma è Google stesso ad includere un sito all’interno del proprio indice. Con posizionamento invece si intende l’indicizzazione all’interno delle prime posizioni della serp. Il mero inserimento del sito nei motori di ricerca non significa che questo si posizioni! Il lavoro del SEO sta proprio nell’ottimizzare il sito, prendendo tutti i provvedimenti possibili perché questo sia in linea con le direttive dei motori di ricerca e cercando di favorire il naturale posizionamento.

Ho pagato la registrazione del sito nei motori di ricerca

Questo sesto mito da sfatare è direttamente collegato al precedente. Come anticipato, l’indicizzazione non avviene grazie all’intervento di uno specialist ma è il motore stesso ad includere il sito nel suo indice. Per verificare che il proprio sito sia indicizzato basta semplicemente inserire il nome del proprio sito nella barra di ricerca e verificare se viene restituito nella serp di risposta. Quindi attenzione a chi dice che con una minima spesa effettuerà una registrazione del sito nei motori di ricerca perché il rischio di essere truffati è proprio dietro l’angolo! Nel caso in cui, invece, tra i primi risultati della ricerca si vede un sito contrassegnato con “annuncio” significa che effettivamente c’è stata attività di advertising a pagamento. Si tratta infatti di uno spazio pubblicitario acquistabile per raggiungere un pubblico mirato e che viene gestito con delle regole diverse da quelle che caratterizzano la SEO.

Sono stato penalizzato dall’ultimo Google update

Ti è mai capitato, controllando il traffico al sito o durante il monitoraggio dei posizionamenti, di vedere una forte oscillazione con picchi di traffico o, nel peggiore e più comune dei casi, un crollo verticale? Tutto ciò magari a ridosso del rilascio di grandi aggiornamenti di Google. Il primo pensiero sarà “sono stato penalizzato dall’aggiornamento”, ma non è così! Quello che bisognerebbe capire è che il sito viene penalizzato (o meglio declassato) perché non è più conforme alle nuove direttive dettate dai motori di ricerca. Se, per esempio, un sito è caratterizzato da una scarsità di contenuti o questi sono duplicati, è solo questione di tempo prima che un update di Google gli possa far perdere gran parte dei posizionamenti acquisti. Se è sempre stato eseguito tutto correttamente non c’è update da temere, il sito non verrà toccato dall’aggiornamento.

google update

Il mio sito non si posiziona: ne faccio uno nuovo!

Questa frase è l’incubo dei professionisti dei motori di ricerca e purtroppo è un’idea più diffusa di quanto si possa credere, soprattutto se il nuovo sito manterrà gli stessi parametri che non fanno posizionare il sito attuale. Prima di prendere una decisione tanto radicale è sempre bene svolgere un’accurata analisi della situazione attuale e verificare se c’è margine di intervento sulla struttura del sito attuale, se c’è qualche contenuto del sito che si posiziona o è particolarmente utile per l’utente. Una volta stabilito di voler rifare il sito, è importante individuare una struttura delle informazioni adeguata, fare una ricerca delle parole chiave per le quali vorremmo posizionarci e successivamente predisporre un file per la migrazione dal vecchio al nuovo sito. A volte, per posizionarsi, basterebbe mettere mano al sito con piccoli interventi che lo rendano maggiormente Google compliant.

Il mio posizionamento non è quello che vedo nella serp e nei tool

Purtroppo si sta diffondendo sempre di più il “web marketing fai da te”, e con esso la convinzione che sia sufficiente avere uno strumento di analisi per avere risultati sulle performance del proprio sito. Chiaramente non basta avere un tool e una serie di dati, bisogna saperli leggere ed interpretare! Ecco perché i risultati reali spesso sono molto distanti da quelli che vediamo a primo impatto in un’analisi. Per quanto riguarda il posizionamento nello specifico è sempre bene sottolineare che i dati rilevati dai tool non si basano su dati reali, bensì su delle stime. Le serp sono suscettibili alla cronologia e alla geolocalizzazione di chi effettua la ricerca: in altre parole se si frequenta assiduamente un sito è molto probabile ritrovarlo anche in serp che trattano argomenti paralleli. Inoltre, nel caso cercassimo attività locali, avremo risultati diversi da città a città. Per esempio, se volessi cercare la miglior pizzeria a Bergamo avrò sicuramente risultati diversi anche solo rispetto alle città vicine.

analisi dei dati

Inizio SEO oggi e domani ho i risultati 

Come per moltissime attività non è possibile quantificare il tempo che impiegherà un intervento tecnico a performare. Possono bastare poche settimane come volerci dei mesi. Purtroppo la SEO non è una scienza, ma un insieme di molte regole che spesso non troviamo scritte da nessuna parte ma che abbiamo appreso con l’esperienza e testando sul campo. E forse è la parte più bella di questo lavoro, quella di osservazione e di sperimentazione, che ci porta a voler sempre essere aggiornati. Di conseguenza, un’attività che richiede tempo non potrà portare risultati nell’immediato. Il posizionamento di basa su oltre 200 fattori, ed anche il fatto di applicarne solo alcuni di questi può rallentare il processo di scalata verso la prima pagina di Google.


Avevi mai sentito parlare di questi miti o tu stesso eri convinto di alcuni di essi? Conosci altri trucchi per aumentare la visibilità su Google?  Contattaci per saperne di più sul nostro servizio SEO e scopri perché è sempre meglio affidarsi a degli esperti, che siano in grado di consigliarti e proporti la scelta migliore per posizionare il tuo sito!

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