23 Settembre 2020

Anchor text: cosa sono e come utilizzarle

Chiara Ternullo | Categoria:

Quando si parla di link building, la scelta delle anchor text, sia per quanto riguarda i link interni che i link esterni, è una fase fondamentale per migliorare la SEO del proprio sito web. Una buona anchor strategy è un’opportunità di crescita da non perdere. A livello algoritmico, infatti, le anchor text possono influenzare le metriche di posizionamento sui motori di ricerca: tramite il loro utilizzo, Google riesce a raggiungere il tuo sito attraverso i link interni e da qui, esplorarlo e comprenderne la struttura; allo stesso modo, lato utente può quantificare il tempo di permanenza di chi è atterrato sul tuo sito e qualificare il livello di interazione degli utenti con i tuoi contenuti. In questo articolo, vediamo insieme come utilizzare al meglio un anchor text!

Che cos’è un anchor text?

Con il termine anchor text, o in italiano “ancora testuale”, si intende una – o più – porzioni di testo che, all’interno di una pagina web, linkano verso una risorsa interna o esterna: a volte sono semplici parole chiave, altre brevi frasi alle quali si lega un anchor link e sono facilmente riconoscibili alla vista perché sottolineate e di colore blu.

Le anchor text sono la parte riconoscibile e cliccabile di un link, che lato html si presenta invece in un altro modo. Mettiamo il caso che la nostra anchor text d’esempio sia il nome della nostra web agency, BePrime, e che cliccandoci sopra, vi portasse alla homepage del nostro sito internet. L’anchor text html sarebbe:

<a href=https://www.beprime.it>BePrime</a

Quanti tipi di anchor text esistono?

Non esiste un solo tipo di anchor text ma diverse tipologie e, se l’obiettivo finale è quello di creare un profilo di link che sia il più naturale possibile, allora è utile conoscerle. Possiamo distinguerne almeno sei:

  • Esatta: anchor text che coincide in modo preciso con la parola chiave per la quale si vuole posizionare la pagina.
    Lanchor text definita anche a chiave secca è la tipologia più potente per influenzare Google ma, proprio per questo motivo, può portare a penalizzazioni se utilizzata in modo intenzionale: fate attenzione!
    Esempio di ancor esatta: agenzia web
  • Parzialmente esatta: anchor text che, alla chiave secca, lega anche altri termini.
    Spesso, in ottica di anchor text seo e per esigenze di copywriting, queste ancore sono vantaggiose da usare perché possono essere inserite in maniera naturale nel testo.
    Esempio di ancora parzialmente esatta: agenzia web a Bergamo.
  • Brand: anchor text che riportano il nome del dominio oppure un determinato marchio.
    Questo tipo di anchor text aiutano a distinguersi e “farsi un nome”, accrescendo il trust del sito in ottica di brand awareness.
    Esempio di ancora brand: BePrime.
  • Url: anchor text che riprendono l’intero indirizzo web di un sito, l’url nuda appunto.
    Anchor text di questo tipo sono molto comuni perché ritenuti le meno rischiose per fare link building. 
  • Navigazionale: anchor text che non contengono alcuna keyword ma sono un invito esplicito a cliccare sul link (qui, il nostro sito, scopri maggiori dettagli…).
  • Coda lunga: anchor text connessa ad una frase intera in cui generalmente è inserita una keyword.
    Esempio di ancora a coda lunga: la migliore agenzia web di Bergamo

Come distribuire le anchor text: best practice SEO

Sono molte le scuole di pensiero riguardanti le percentuali di distribuzione ideale delle diverse tipologie di anchor text. Esistono però dei valori di massima entro i quali attenersi, fermo restando che non sono regole impresse nella pietra ma possono cambiare in base alla propria nicchia ed i competitor. 

Diciamo che la percentuale di anchor text url non dovrebbe mai superare il 15%, le brand non dovrebbero andare oltre il 60%, le anchor text a frase il 10%, quelle navigazionali non più del 10% e, infine, le anchor text esatte sotto il 5%.

La link building non è una scienza esatta perciò è sempre bene tenere a mente una regola base: il trucco è cercare di integrare al meglio le anchor text all’interno del testo dove sono inserite; in questo modo, Google considererà il link naturale e non vi tratterà come spam.

4 consigli da parte di Google

Google cerca di rendere la vita il più facile possibile ai suoi utenti, infatti all’interno della Guida introduttiva all’ottimizzazione per motori di ricerca segnala 4 consigli per migliorare l’inserimento delle anchor text. Eccoli di seguito:

  • Testi descrittivi: il testo che viene utilizzato a supporto dell’anchor link deve suggerire all’utente cosa troverà cliccando su quel link, senza giri di parole: da evitare quindi quelle ancore troppo generiche come “scopri di più” o “clicca qui”.
  • Less is more: come abbiamo visto nel paragrafo dedicato ai diversi tipi di anchor text, è possibile legare un’ancora testuale ad un’intera frase. Questo non significa però due righe intere di testo!
    Meglio utilizzare un testo breve ma descrittivo (tra le 5 e le 10 parole massimo).
  • Formatta i link: le anchor text devono essere graficamente diverse dal resto del contenuto testuale, per spiccare agli occhi del lettore.
    Utilizza un colore diverso e il formato sottolineato per rendere evidente il link!
  • Anchor text per i link interni: se abbiamo risorse interne utili ad essere legate al nostro contenuto, perché non farlo?
    Una buona attività di link building può aiutare anche la SEO on-site!

Dofollow vs. Nofollow

Infine, parlando di spam e penalizzazioni, ci sembra utile chiarire una volta per tutte anche una questione che genera sempre pareri discordanti: è meglio un link dofollow o un link nofollow?

Iniziamo dicendo che, se non lo sapevate, i link non sono tutti uguali ma la loro natura viene definita attraverso un attributo “rel” che può essere di due categorie: dofollow o nofollow per l’appunto. Tutti i link sono in dofollow di default.

I link dofollow sono in grado di trasferire valore, ma in che senso? Agli occhi di Google, i link che rimandano al tuo sito, i cosiddetti backlink, sono ancora uno dei fattori fondamentali per il posizionamento! Nel caso dei link dofollow, l’attributo indica a Google che il contenuto linkato è rilevante e trasferisce parte della sua link juice, del suo valore, al sito verso cui è diretto.

Ti starai chiedendo, allora, per quale motivo esistono i link nofollow? Il nofollow nasce nel 2005 all’interno del mondo dei blog come una sorta di filtro spam per segnalare ai crawler del motore di ricerca di “non seguire” il collegamento tra il sito dove è inserito il link e quello di atterraggio. Questo perché, soprattutto agli albori di internet, gli utenti hanno provato ad acquisire link in ogni modo possibile, anche spammando in maniera massiva su grandi portali, forum, commenti: più erano i link in ingresso, maggiore il valore di pagerank. 

Google però, oggigiorno, penalizza le tecniche di SEO Black Hat e chiede agli utenti di distanziarsi il più possibile dai tentativi di manipolazione, premiando la naturalezza del link. Proprio per questo motivo, un profilo backlink ottimale, e quindi naturale, dovrebbe essere costituito non solo da un buon numero di backlink in dofollow, ma anche da una parte di link nofollow. Molti scelgono di inserire l’attributo nofollow per evitare di trasmettere il potere e l’autorevolezza del proprio sito ad un altro sito linkato, che però ritengono utile per il lettore.

Se ricevi un link nofollow, dunque, non preoccuparti! Qualsiasi backlink è un segnale di qualità, anche un link con attributo rel=nofollow può portare dei vantaggi. Ricorda che:

  • Un link è pur sempre un collegamento: ricevere una menzione porta comunque ad una diffusione del proprio sito e alla condivisione di contenuti,
  • Consente di ottenere traffico da referral,
  • La loro presenza riduce il rischio di incorrere in penalizzazioni.

Non fatevi spaventare dalle leggende metropolitane! Se un backlink proviene da un sito inaffidabile, che puzza di bot e con valori più bassi del vostro, per evitare penalizzazioni e un’eccessiva perdita di link juice, mettetelo semplicemente in nofollow! 

Per applicare il rel=nofollow ad un link è sufficiente incollare questo codice in html:

<a href=https://www.beprime.it rel=”nofollow”>BePrime</a>

Se hai paura di essere incappato in penalizzazioni o vuoi scoprire di più del mondo della link building, contatta il nostro team di esperti! Ottieni un profilo backlink sano, effettuando un’accurata pulizia dei link pericolosi che minacciano il tuo sito e pubblicando articoli che sappiano bilanciare le varie tipologie di anchor text: scegli BePrime!

share this on...

Vuoi ricevere le ultime novità sul mondo del digital marketing? Iscriviti alla newsletter