19 Settembre 2019

Come fare engagement su Facebook nel 2019

Ghostwriter - BePrime | Categoria:
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Un bravo professionista del marketing sa bene di cosa c’è bisogno per fare pubblicità in modo efficace su Facebook: la pubblicazione di inserzioni e la generazione di lead devono muoversi all’unisono se si ambisce ad ottenere risultati concreti. Lavorare sul contenuto è il primo passo da compiere per aumentare l’engagement su Facebook, ancor prima di prendere in considerazione le sponsorizzazioni basate su annunci a pagamento. Sia chiaro, però: il contenuto è molto più importante della sponsorizzazione in sé, il che vuol dire che ha senso pagare per un’inserzione solo quando si ha a disposizione materiale di qualità.
Che cosa si può fare, dunque, per accrescere il coinvolgimento e l’engagement rate su Facebook? La parte visiva ha un valore fondamentale, specialmente nell’epoca della navigazione in mobilità: per catturare l’attenzione degli utenti che scorrono la timeline è molto più utile una grafica di impatto e che susciti curiosità in modo istantaneo piuttosto che un contenuto testuale. Quest’ultimo non va accantonato, ovviamente, ma deve essere integrato con una componente visual d’effetto. L’engagement su Facebook, inoltre, può essere migliorato anche attraverso il ricorso allo storytelling: nel contesto della costruzione di una storia, cioè di una narrazione, è auspicabile puntare su contenuti che, pur non riguardando in maniera diretta l’attività dell’azienda e i sui servizi, siano in grado di interessare e coinvolgere il target di riferimento. Le opzioni a disposizione in tal senso sono molteplici, dai tutorial alle rubriche a cadenza fissa, dagli interventi di esperti a excursus nella storia aziendale. Quello che conta è stabilire un piano di pubblicazione che sia coerente e, soprattutto, regolare. Ma quali sono le altre regole che un buon marketer dovrebbe tenere sempre in considerazione?

Creare post per aumentare il pubblico della pagina Facebook? Sì, ma senza esagerare!

Cercare di capire come aumentare il pubblico della pagina Facebook è quasi un obbligo, dunque, ma è bene ricordarsi di non esagerare, seguendo una regola più semplice da dire che da mettere in pratica: LESS IS MORE. L’arte della sottrazione può essere imparata solo con il tempo, e lo stesso dicasi per la sintesi: non ha alcun senso riempire di informazioni gli utenti, che – anzi – davanti a testi troppo lunghi rischiano di spaventarsi e di scappare a gambe levate senza degnare di uno sguardo i contenuti che vengono loro proposti. Quando si ha a che fare con il Facebook engagement, ogni singolo dettaglio deve essere curato con la massima attenzione: i post devono essere brevi (ma allo stesso tempo non striminziti), e se proprio non si riesce a contenere la propria esuberanza comunicativa o si ha la necessità di proporre un approfondimento che non può essere racchiuso in poche righe, un consiglio conveniente per aumentare il pubblico della pagina Facebook, è quello di rimandare a un link esterno, che sia su una pagina del sito aziendale ufficiale o un’altra fonte attendibile.

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Come avere like su Facebook? È importante stimolare l’interazione

Un altro approccio che si dimostra efficace per stimolare l’interazione della propria fanbase, o più in generale degli utenti a cui ci si rivolge, consiste nello stabilire un vero e proprio dialogo tramite domande dirette. Ovviamente, se si opta per questa soluzione per avere like su Facebook, poi è essenziale che il dialogo venga mantenuto e seguito, altrimenti il “gioco” rischia di rompersi dopo poco. Ai commenti degli utenti si deve rispondere sempre, evitando di distinguere tra quelli positivi e quelli negativi: insomma, ringraziare per i complimenti va bene, ma altrettanto utile è accogliere e accettare le critiche, dimostrandosi grati per i suggerimenti forniti che, magari, potrebbero davvero dimostrarsi preziosi per migliorare la propria offerta. Quando si cerca come avere like su Facebook, calma e pazienza sono le armi migliori di cui ci si possa dotare, perché su Internet, e sui social network a maggior ragione, vale sempre il detto DON’T FEED THE TROLL.

Cosa chiedere e come dialogare

Le domande non devono essere fini a sé stesse, ma dovrebbero risultare interessanti per tutti. Parlare solo di sé stessi porta a un’autoreferenzialità che è destinata a non dare frutti: l’engagement si spegnerà entro poco. Nella maggior parte dei casi i follower di una pagina Facebook sono alla ricerca di esperienze da condividere e di interessi comuni: è importante che la comunicazione che viene stabilita con loro non sia unidirezionale, ma presupponga il loro ascolto e i loro contributi. Ogni seguace va considerato come portatore di un valore, un consiglio, una risorsa. I commenti, d’altro canto, sono una parte integrante e fondamentale di Facebook, e sono presi in grande considerazione dagli algoritmi.

La condivisione dei contenuti: user generated content

Per questo stesso motivo, vale la pena di valutare l’opportunità di condividere i contenuti che lo stesso pubblico ha prodotto: che si tratti di foto, gif o commenti testuali, è davvero importante dimostrare che si presta attenzione a ciò che la community a cui ci si rivolge propone, perché si dà l’impressione di un brand che tiene davvero a ciò che la clientela pensa. Per di più, gli utenti tendono in genere a fidarsi più degli altri utenti che non dei marchi in sé, perché una persona sarà sempre ritenuta più attendibile rispetto a un brand. Via libera, quindi, ai cosiddetti user generated content, strumenti di grande rilievo per aumentare la brand awareness e, magari, per generare più conversioni verso il sito della propria attività.

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Cosa vuol dire copertura organica su Facebook e come raggiungerla

Un concetto che vale la pena di tener sempre presente è quello di copertura organica. Ma cosa vuol dire copertura organica su Facebook? Essa consiste nel numero di utenti a cui vengono mostrati i post non a pagamento di una pagina; si distingue, quindi, dalla copertura a pagamento. Perché l’engagement possa crescere, è necessario lavorare su entrambi i tipi di copertura, sapendo che la copertura organica su Facebook a sua volta può essere distinta in virale e non virale: la prima riguarda il numero di persone che visualizzano un certo contenuto perché un loro amico segue quella pagina o ha messo un like; la seconda esclude, invece, le visualizzazioni che derivano dalle interazioni degli amici.

In sintesi, iniziare ad agire sulle leve del contenuto è indispensabile per incrementare l’engagement su Facebook, ma il contenuto da solo non è sufficiente, al giorno d’oggi, per assicurare alle comunicazioni aziendali il successo a cui mirano: ecco spiegato il motivo per il quale non si può prescindere dalle sponsorizzazioni, sia che si tratti di campagne, sia che si tratti di promoted post. E tu? Sei sicuro di aver realizzato contenuti di qualità quando sponsorizzi i tuoi post? Rivolgiti a noi per saperne di più su i nostri servizi social!

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