21 Dicembre 2019

Il racconto della 14° edizione del Search Marketing Connect

Ghostwriter - BePrime | Categoria:
search marketing connect 2019

La quattordicesima edizione del Search Marketing Connect si è da poco conclusa lasciando agli oltre 600 partecipanti diversi spunti su scenari e prospettive futuri in vista di un 2020 ormai alle porte.
L’evento avanzato per i professionisti del digital marketing si è tenuto a Bologna, il 12 e il 13 dicembre, presso il Centro Congressi di FICO Eataly World e, come ogni anno, BePrime, in qualità di media supporter, non ha perso l’occasione per tenersi sempre aggiornata sulle ultime novità del mondo digital, partecipando con i suoi Manager e Specialist. Ecco gli interventi delle due giornate che più ci hanno colpito:

La prima giornata dell’evento

La prima giornata si è aperta nella sala plenaria, chiamata per l’occasione Shaping the Future, dove gli organizzatori dell’evento Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti di Search On Media Group hanno aperto le danze con un simpatico botta e risposta sui pro e contro del digital marketing. Sottolineando le innumerevoli opportunità e le difficoltà che incontriamo ogni giorno, è stato facile riscoprire ciò che rende il nostro lavoro così stimolante.

Il primo speech è stato tenuto da Marco Quadrella che ha approfondito i principali aspetti degli e-commerce e come essi stiano cambiando: per restare al passo con i tempi, è necessario innovare l’esperienza d’uso degli utenti, andando ad organizzare non solo le performance ma anche i giusti touchpoint.

Enrico Altavilla di SmartGuys, nel settore digital da diversi anni, ha invece descritto alcune professioni SEO che rischiano l’obsolescenza a causa del dilagare di automazioni e software all’avanguardia. Ad esempio, non solo esistono strumenti per migliorare i testi ma addirittura programmi che possono generarli da zero, consentendo un notevole risparmio di tempo e denaro. Tuttavia, il lavoro del SEO-copywriter non è poi così a rischio: nonostante i grandi passi in avanti della tecnologia, lo spirito critico e l’esperienza umana giocano ancora un ruolo fondamentale nel mondo del content.

Luca Bove, nella sala dedicata al Search Marketing, ha esposto l’efficacia di una strategia SEO local. Le tre parole chiave sono: distanza, pertinenza ed evidenza; l’obiettivo non deve essere solo l’on-site ma direttamente il drive-to-store. Rilevanti i differenti risultati tra una ricerca da desktop e la ricerca da mobile, che restituisce un maggior numero di immagini ma anche le nuove funzionalità di acquisto direttamente all’interno della scheda Google My Business e la possibilità di creare delle campagne local.

Nel frattempo, Paolo Dello Vicario, nella sala Deep Tech, raccontava come utilizzare l’Intelligenza Artificiale al servizio della SEO. Dall’automatizzare l’analisi preliminare, all’ottimizzare i contenuti creando meta description in linea con BERT fino al vero e proprio sviluppo di contenuti. Il vantaggio dell’Intelligenza Artificiale è il deep learning: anche le macchine possono apprendere con l’esperienza e, proprio grazie a questa, Google sta cercando di capire sempre di più gli intenti di ricerca degli utenti per fornire le risposte migliori.

Natural Language Processing per SEO: tra spunti, ritagli di codice e idee per il futuro

In seguito, Alessio Nittoli, ha proseguito percorrendo la storia evolutiva di Javascript per i motori di ricerca, confermando che Google è sempre stato il più all’avanguardia nel tentativo di rendering. Il relatore ha anche spiegato come, al giorno d’oggi, sia possibile effettuare alcuni degli interventi SEO sui siti realizzati in Javascript.

La sala Search Marketing ha riaperto il pomeriggio con il coinvolgente speech di Federica Brancale in cui è stata descritta la creazione di una dashboard strategica, basata sulla metodologia del design thinking che consenta la sinergia tra i vari tool, per monitorare a 360 gradi l’andamento di ogni progetto SEO.

Futuristico e allo stesso tempo già contemporaneo, l’intervento di Alessio Pomaro legato alla Voice Search e all’ambient computing. La ricerca vocale si è evoluta e così gli assistenti vocali che tendono a fornire risposte sempre migliori. Per esempio, Google Assistant fornisce la risposta più precisa ed immediata possibile mentre Alexa di Amazon cerca di dare risposte più complete. Questi sviluppi avranno grosse implicazioni anche in ambito SEO ed Adwords; i microdati, ad esempio, acquistano un ruolo sempre più fondamentale perché rappresentano la prima fonte dalla quale il voice assistant ricava informazioni.
L’obiettivo è quello di trasformare il contenuto in un’esperienza vocale interattiva: basti pensare che si può seguire una ricetta venendo guidati step by step da istruzioni vocali, passando da una fase all’altra utilizzando solo la propria voce.

Ognuno di noi avrà un assistente vocale. Come cambierà il mercato con la Voice?

Molto tecnico anche lo speech di Filippo Trocca sulla Predictive Analysis. È risultato evidente come, per lavorare su prediction e machine learning, siano necessarie grandi quantità di dati, per evitare di ricorrere alla statistica. Gli algoritmi a disposizione partono dai più comuni lineari o ad albero, fino ad arrivare a vere e proprie reti neurali.

Il secondo giorno del SMC 2019

La seconda giornata è iniziata subito con due focus distinti: il proseguimento del percorso Search Marketing e il percorso E-commerce, realtà che si sta ritagliando una fetta sempre maggiore all’interno del web e del business dei clienti.

Prima parte all’insegna dell’usabilità nella sala Search Marketing, con lo speech di Enrico Pavan su data e UX, per migliorare il conversion rate optimization.
I data analyst dispongono di tool e software come Google analytics, CRM, Data Lake e Visual Analytics per raccogliere i dati; i creativi invece ricorrono a interview, focus group, personas ed usability test. Dall’unione di tutte queste informazioni si può aumentare in modo significativo il numero di conversioni.

When Data fall in love with UX & CRO

Alessandro Martin ha approfondito diversi aspetti legati agli A/B test: come i pro e contro nell’utilizzare la stessa url rispetto a 2 differenti, la durata del test in relazione alla dimensione del campione da analizzare ma anche come evitare i periodi di alta e bassa stagionalità per avere dati sempre attendibili.

Enrico Altavilla ci riporta nel mondo della SEO, descrivendo gli elementi che, al giorno d’oggi, non si possono più trascurare all’interno di un’analisi: flessioni di traffico organico legate a trend di visibilità e reazioni ad update, analisi di query attraverso attività di clustering, studio dei competitor a livello di mercato e a livello di motori di ricerca e approfondimento su tutte le url mappate al fine di effettuare un’attività di migrazione di un sito.

A chiudere la mattinata in sala Search Marketing, Matteo Monari ha portato il case study del magazine automobile.it, motivando perché un progetto content SEO-driven, che coniughi gli interessi del target di riferimento con gli obiettivi del brand, deve essere studiato in ogni suo aspetto.
Tendenzialmente un’attività di content marketing è costituita da un Hygiene content, diversi Hub content e un numero limitato di Hero content particolarmente curati. La strategia, poi, può evolversi con un’attività off-site di link building, digital PR, partnership e influencer marketing.

Nel pomeriggio, la sala Search Marketing ha ospitato Martino Mosna e la sua antologia SEO sulla morfologia della SERP. Dalla necessità di avere pagine AMP per posizionarsi in Google News, ai contenuti multimediali che prenderanno sempre più il sopravvento sui testi nei primi risultati di ricerca, fino ad arrivare alla differenza tra know simple e know: se Google aspira a fornire risposte immediate, il nostro obiettivo deve essere quello di fornire risposte più complete perché, chiaramente, è complesso competere con Big G dove ha il monopolio.

Giovanni Sacheli, nel suo speech, ha approfondito l’argomento di come analizzare siti ed e-commerce di grandi dimensioni, sfruttando al massimo tutte le potenzialità dello strumento di crawling Screaming Frog. La parola d’ordine è “clusterizzare”. Grazie alla categorizzazione delle informazioni, è infatti più semplice eseguire i due tipi di scansioni: quella light, che si concentra su un numero ridotto di pagine indicizzate e quella deep, utile a comprendere al meglio la struttura del sito. Grazie alle informazioni raccolte sarà molto più semplice effettuare i corretti reindirizzamenti ma anche capire quali pagine sia meglio aggiornare o eliminare definitivamente.

Scansione e analisi di grandi e-commerce con Screaming frog

La giornata si è conclusa riunendo tutti i partecipanti in plenaria per tirare le somme dell’evento.

Conclusioni e take-away

L’evento è stato sicuramente formativo, tra tecnicismi e tool indispensabili per districarsi nel sempre più in evoluzione mondo del digital marketing.
Queste occasioni di confronto con i principali esperti del settore, diventano momenti fondamentali per uno specialist che vuole restare sempre aggiornato.
Noi di BePrime stiamo già mettendo in pratica quanto visto in questa edizione del Search Marketing Connect per iniziare con la preparazione adeguata il nuovo anno.

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