13 Marzo 2019

Intervista ad Enrico Altavilla, relatore dell’Advance SEO Tool 2019.

Monica Brignoli - SEO Specialist - BePrime | Categoria:
Metadati Enrico Altavilla

Il 29 Marzo 2019 si terrà a Bologna la settima edizione di Advanced SEO Tool, l’evento formativo sugli strumenti SEO organizzato da Search On Education. Un’occasione esclusiva per chi studia e ama la SEO: una giornata intensa, dedicata ad approfondire la conoscenza degli strumenti SEO avanzati, che possono fare la differenza nel lavoro quotidiano.

Incuriositi dalle prime anticipazioni sull’evento e dal corposo programma pubblicato sul sito di Advanced SEO Tool, abbiamo deciso di chiedere un’intervista esclusiva, ad uno dei relatori di spicco della giornata, Enrico Altavilla, per cercare di farci dare qualche informazione in più sul tema del suo speech, ovvero i metadati. Ma non solo! Come potete immaginare, sarebbe stato impossibile parlare con uno dei massimi esponenti della SEO senza fargli qualche domanda relativa al futuro della ricerca e della SEO…

  • Buongiorno Enrico e grazie per aver accettato di sottoporti a questa intervista. Iniziamo con la formula di rito: la presentazione! Racconta ai nostri lettori chi sei e in cosa consiste il tuo lavoro.
    E.A.: Sono un consulente SEO, sfrutto biecamente il fatto che molti siti web vengono realizzati in modo approssimativo e propongo alle aziende di migliorarli sotto diversi aspetti, in modo che vengano apprezzati di più dagli utenti e dai motori di ricerca. Questo maggiore apprezzamento ha conseguenze positive di lungo termine sul business delle aziende.
  • Parteciperai all’evento Advanced SEO Tool 2019, presentando il tema dei “metadati”. Ci daresti qualche anticipazione del tuo speech?
    E.A.: 
    Advanced SEO Tool è un evento incentrato sugli aspetti più avanzati della SEO e ho pensato di mostrare all’evento come ottimizzare le pagine di un sito e assegnare significato attraverso tecniche complementari al semplice “inserimento di keyword” nei testi. La prima tecnica spiega come scrivere i contenuti per rendere più chiaro a motori ed utenti quali temi vengono discussi nel documento, la seconda, invece, sfrutta i metadati. I metadati sono informazioni che descrivono i contenuti della pagina in modo più chiaro e strutturato rispetto ai semplici testi. Molti SEO usano già i dati strutturati di Schema.org, ma nel mio intervento andrò oltre il loro utilizzo più comune.
  • Secondo te, la SEO e il Content Marketing sono attività che appartengono a due mondi diversi o attività che si completano? Sarebbe necessario rafforzare questo binomio?
    E.A.: Al di là dell’esempio specifico, in genere lavorare a compartimenti stagni implica la rinuncia di benefici e opportunità che nascono quando le attività vengono svolte in sinergia. La SEO include aspetti di comunicazione, come il content marketing o la pubblicità; può far comodo tenere separate queste attività per ragioni di organizzazione aziendale, ma ovviamente si otterrebbe di più se l’approccio fosse “olistico”.
  • I metadati sono fondamentali per dare senso al contenuto di una pagina, in modo che sia comprensibile anche ai motori di ricerca. Molte persone, però, credono che Google sia in grado di “leggere” e interpretare il significato di un testo come se fosse una persona. Qual’è il tuo pensiero in merito?
    E.A.: Anche io ho osservato un po’ di confusione in merito ma penso che dipenda principalmente dai termini usati: è vero che Google è in grado di leggere e interpretare i testi attribuendo loro un significato, ma “leggere” e “interpretare” significano per il motore di ricerca qualcosa di diverso da ciò che significano per noi umani. Per esempio, i testi vengono arricchiti da Google aggiungendo riferimenti alle entità in essi citati (un’entità è un concetto presente nel Knowledge Graph del motore, un gigantesco archivio dei concetti conosciuti) e il motore ne estrae poi un proprio “senso” complessivo, rappresentato matematicamente in modo rigoroso, ma si tratta di un tipo di significato diverso da quello che attribuirebbe una persona. Non credo nemmeno che interpretare il significato di un testo come farebbe una persona sia un obiettivo sensato per un motore di ricerca. L’obiettivo del motore/assistente è fornire risultati utili a chi cerca e può essere raggiunto senza dover arrivare ad emulare il comportamento di un cervello umano, operazione incredibilmente complessa e costosa.
  • Come pensi sia cambiato il modo di fare ricerche online negli ultimi anni? In relazione a questo mutamento, come pensi debba evolvere il ruolo del SEO specialist?
    E.A.: Il cambiamento maggiore degli ultimi anni è stato quello avvenuto con l’introduzione degli smartphone, delle interfacce vocali e degli assistenti virtuali. In alcuni contesti, la SEO sembra ancora molto ancorata alle vecchie ricerche su desktop e non presta molta attenzione ai nuovi modi di fruire l’informazione. Per esempio, osservo ancora molti SEO iniziare le proprie valutazioni e analisi dal punto di vista di un utente desktop, mentre da tempo è suggerito iniziarle dal punto di vista degli utenti mobile, sopratutto in quei contesti in cui la percentuale maggiore degli utenti di un sito/app fa uso di smartphone. Cambiare abitudini è dura ma si tratta dell’evoluzione che ci aspetta.
  • I tool che usiamo si adegueranno per andare incontro a questo nuovo scenario in cui le interazioni tra utenti e motori avvengono attraverso interfacce e linguaggi differenti?
    E.A.: Sì, perché penso che saranno costretti ad evolvere per semplici ragioni di mercato, se vogliono rimanere appetibili ad una larga fetta di consumatori.
  • Molti affermano che Google non sia più un motore di ricerca, ma di risposta. Sei d’accordo con questa affermazione?
    E.A.: Penso che oggi Google sia un mix di tante cose: 1) un classico motore di ricerca, 2) un motore che fornisce risposte dirette invece di suggerire siti web contenenti quelle risposte e 3) un assistente virtuale che anticipa necessità e suggerisce azioni persino se l’utente non ha chiesto nulla esplicitamente.
  • Nel tuo intervento parlerai di alcuni strumenti che possono agevolare la comprensione di un testo. Svelaci un segreto: qual è il tool a cui Enrico Altavilla non potrebbe mai rinunciare?
    E.A.: Il tool a cui non potrei mai rinunciare ha poco a che fare con gli strumenti per la comprensione del testo: è Excel, eccellente strumento per svolgere una miriade di attività SEO, a cominciare da quelle di analisi di dati. Proprio ieri lo usavo per svolgere facilmente un’analisi di una flessione del traffico organico, per capire se aveva interessato più alcuni contesti semantici che altri. Non sono mai diventato dipendente da specifici “tool SEO”, perché ho notato che sono comodi ma anche che ti limitano o ti condizionano nel modo in cui svolgi le attività. Preferisco essere libero di ideare i miei approcci e di andare in cerca del tool SEO più idoneo a seconda delle necessità del caso. Se il tool che mi servirebbe non esiste ancora, posso sempre semi-automatizzare una procedura con Excel o anche sviluppare qualche script; il mio codice è spesso orrendo, ma fa esattamente quello che voglio io.
  • Quello che più ci ha colpito di un evento come Advanced SEO Tool è che gli speaker condividono le loro conoscenze, compresi i trucchi ed i segreti del mestiere. Non hai paura di svelare troppe informazioni?
    E.A.: No, per due ragioni: 1) ho molto a cuore la cultura del settore SEO e penso che ci sia bisogno di fare divulgazione perché siamo ancora ancorati a concetti e metodologie vecchie, non a caso anche io organizzo convegni SEO in cui si fa formazione e 2) non desidero che il mio vantaggio competitivo risieda nella quantità di informazioni possedute ma nel fatto che a parità di informazioni possedute io riesca a sfruttarle meglio di altri. Se altri ci riusciranno meglio di me, l’unica cosa corretta da fare è essere contento per loro e poi tornare al lavoro e sfruttare la domanda “come mai non ci ho pensato anche io?” per far emergere lacune da colmare, in modo da far meglio la prossima volta. Tra l’altro non penso che esistano “trucchi”. Penso che sia un termine che probabilmente affascina e attira ma che dipinge una SEO che vive di espedienti; esattamente il contesto dal quale io ritengo sia necessario sdoganarci per dare la giusta dignità ad un mestiere che è diventato molto complesso, che richiede grande studio e che per anni è stato visto dal mercato come un insieme di tecniche strane, spesso a limite dello spam.

Mancano pochi giorni per Advanced SEO Tool: Enrico e altri tecnici della SEO saranno a Bologna, il 29 Marzo 2019 e presenteranno interventi di alta qualità, dal taglio tecnico e avanzato. Siete alla ricerca di ulteriori informazioni? Date un’occhiata al programma dell’evento!

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