27 Marzo 2019

L’importanza del profilo backlink

Carlo Peroni - Copywriter & Content | Categoria:
backlink

Senza i link, il web sarebbe completamente diverso da come lo conosciamo. La grande rete globale, infatti, è fatta da collegamenti (link) che permettono di passare semplicemente da una pagina all’altra tramite un click, o un tap. Senza i link dovremmo, ogni volta, digitare l’indirizzo esatto della pagina che vorremmo consultare, e questa pratica sarebbe sicuramente molto scomoda. Ad esempio, prima dei motori, ai tempi delle directory e dei portali, navigare significava esplorare lunghe liste di link (compilate a mano) per imbroccare la giusta risorsa: era un’attività faticosa da cui prima Google e poi i Social Media ci hanno sollevato.

Sull’argomento link e backlink capita ancora di trovare molta confusione. Cerchiamo allora di fare chiarezza e capire cosa è davvero importante quando parliamo di monitorare o bilanciare un profilo backlink.

Backlink, cosa sono e perché sono importanti per un sito web.

Un backlink altro non è che un link in entrata. Questi link sono importanti perché indirizzano, tanto l’utente, quanto i motori di ricerca, alla visita delle nostre pagine. Ottenere link migliora la credibilità del sito e quindi l’autorevolezza del dominio (domain authority), ma non tutti i link sono uguali: ci possono essere link autorevoli che trasmettono moltissimo valore al sito, ma anche link tossici che rischiano, addirittura, di penalizzarlo agli occhi di Google. I backlink acquisiti artificialmente senza criterio, un tanto al chilo, hanno un’alta probabilità di danneggiare il sito, piuttosto che migliorarne il posizionamento. Per questo è meglio affidarsi a professionisti quando ci si occupa di questa questione: è l’unico modo di portare il margine di errore sotto la soglia del rischio. Bisogna fare attenzione perché si rischia non solo di essere inefficaci, ma addirittura di danneggiare il buon lavoro fatto in altri campi, compromettendo la credibilità stessa del nostro sito web.

La link building, lontana da essere un’attività controversa, permette, se svolta da professionisti con cognizione di causa, di valorizzare il proprio sito anche segnalando indirettamente ai motori le risorse e le pagine che vogliamo valorizzare.

Che cos’è il profilo backlink?

L’intuizione geniale dietro a Google è stata quella di dare un peso a ciascun link attraverso il celeberrimo algoritmo PageRank. I link passano da essere un semplice, seppur rivoluzionario, protocollo di comunicazione a rappresentare uno dei principali criteri di posizionamento. Google ha reso i link la moneta di scambio di internet.

I motori di ricerca analizzano le pagine del web in base a due criteri:

  • interno, relativo al contenuto della singola pagina analizzata
  • esterno, poiché analizza come la pagina è collegata ad altre pagine

 

In questo modo, mettendo insieme le pagine relative a una parola chiave ordinate secondo il criterio definito dal punteggio di chi è più (e meglio) linkato, Google costruisce le proprie SERP, ovvero le pagine dei risultati di ricerca. Le attività di Search Engine Optimization, infatti, si distinguono in due tipologie principali, che riflettono i due criteri di classificazione:

  • SEO on-page, ovvero le attività volte ad ottimizzare codice, struttura e contenuto di un sito;
  • SEO off-page, cioè le azioni svolte al di fuori del sito, finalizzate a migliorarne il posizionamento nei risultati dei motori di ricerca.

Tutte le attività relative al profilo backlink rientrano, ovviamente in questa seconda categoria.

profilo backlink

Quantità, qualità e tipologia dei link

Con Link Building si identificano tutte quelle pratiche volte a far guadagnare link in entrata al proprio sito. Ma se un tempo regnava la quantità, oggi Google riesce sempre meglio nel riconoscere contenuti di qualità.

Per farla breve, un tempo la Link Building (specialmente nel periodo antecedente l’update Penguin del 2013) puntava più sulla quantità e i volumi. Avere più link strategicamente collegati a certe parole chiave era sufficiente per scalare le SERP, anche con contenuti mediocri, quando non addirittura pessimi. Col passare degli anni Google è diventato sempre più intelligente a riconoscere e punire SPAM e azioni apertamente manipolative.

Sempre di più, per ottenere un profilo backlink altamente credibile, diventa necessario farsi linkare da siti affidabili, con contenuti di valore, in particolare in campi delicati come finanza e medicina, risorse che possano dimostrare un titolo che ne certifichi la competenza in materia. E proprio qui entra in gioco il terzo fattore, che sta diventando sempre più importante, se non addirittura centrale: la pertinenza dei link in entrata. Google cataloga i siti in topic di riferimento: grazie a questo è possibile distinguere i link rilevanti da quelli off-topic. Un sito web, infatti, può essere considerato autorevole e, di conseguenza, affidabile in un settore particolare.

Perché è importante monitorare il proprio profilo backlink?

Controllare la tipologia dei siti che linkano al nostro sito è fondamentale per capire il modo in cui si posizione sul web (ranking), ma permette di avere un’idea più chiara del proprio ruolo e posizione nei confronti dei competitor e di altre aziende che operano nel nostro stesso campo.

Esistono diversi tool che permettono di monitorare il proprio profilo backlink:

  • SEMRush
  • Majestic
  • Ahref
  • SeoZoom

Ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi. Anche i costi variano: per monitorare il profilo backlink non esiste una soluzione perfetta, ma senza un certo grado di automazione rischia di diventare davvero un’impresa titanica. In questo i tool segnalati svolgono un ruolo imprescindibile per il monitoraggio del profilo backlink.

Come migliorare il profilo backlink?

Le vie sono due: quella tecnica (per i motori) e quella contenutistica (per le persone).

Ogni pagina sul web ha un punteggio di authority che viene determinato da diversi fattori: numero di backlink, ottimizzazione SEO on-page, pertinenza dei contenuti. Questo valore non è visibile agli utenti, è semplicemente un valore X che Google, tramite il suo algoritmo, assegna per la propria catalogazione. Quando viene inserito un link dal sito A al sito B, viene trasmessa anche l’authority.

Qui a BePrime l’approccio, nei confronti del profilo backlink dei nostri clienti, è quello di considerare il dominio web un patrimonio da salvaguardare per ogni brand. Quando si parla di profilo backlink spesso ci si concentra solo su attività che aumentano quantitativamente i backlink, ma molto si può fare anche per bilanciare il profilo backlink di un dominio su cui in passato sono state fatte attività sbagliate o che è stato attaccato attraverso tecniche black hat.

In breve, i vantaggi di un profilo backlink adeguatamente valorizzato sono:

  1. miglioramento dell’autorevolezza del sito
  2. aumento del numero di visite da parte di pubblico qualificato

I link si comprano o si guadagnano?

Comprare i link non è mai consigliato, in quanto è un’attività che Google ufficialmente disapprova. Ciò che si può fare, se si vuole giocare secondo le regole, è investire in maniera adeguata in ottica di Link Earning, ovvero attraverso attività come Content Marketing e Digital PR. Ed è qui che entrano in gioco le persone e le relazioni.

I motori di ricerca non sono facili da ingannare: si possono manipolare i risultati, ma, alla lunga, verranno premiate le risorse che gli utenti utilizzano. Per questo si possono avere tutti i link del mondo, ma, se le persone non utilizzano il nostro sito perché brutto o perché non serve, allora anche Google ci rispedirà in fondo alle SERP, vanificando qualsiasi sforzo artificiale di acquisizione di link. L’analisi del profilo backlink deve concentrarsi anche sul monitoraggio e l’ascolto del web, così da poter sfruttare tutti quei link che danno un contributo reale al nostro dominio. Analisi del profilo backlink e Digital PR diventano così perfetti alleati, la combinazione definitiva per controllare e gestire la reputazione dell’azienda sul web

Datemi una leva e vi solleverò il mondo, diceva Archimede. Beh, nel caso del web marketing non bisogna andare molto lontano: è il proprio dominio la leva che può far fare il salto di qualità alla tua comunicazione online, e non solo.

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