7 Ottobre 2020

Siti eCommerce e Covid-19: perché il 2020 è l’anno giusto per aprire un negozio online

Chiara Ternullo | Categoria:

La pandemia da covid-19 ha avuto un forte impatto sulle nostre vite. Molto è cambiato e ancora il ritorno alla normalità è lontano dal presente che stiamo vivendo. 

Da una crisi è nata però un’opportunità, perché il covid-19 ha messo in atto un cambiamento destinato a durare nel tempo. I siti ecommerce, infatti, hanno riscontrato un aumento significativo delle vendite online: durante la quarantena, con i negozi chiusi e l’obbligo di restare a casa, le persone – anche quelle più titubanti – si sono ritrovate ad affidarsi allo shopping online. Cambia il comportamento d’acquisto del consumatore e cambia la modalità di fare affari dei siti ecommerce.

Anche nell’era post-covid-19, gli acquisti online si confermano essere un trend in crescita. Questo è dovuto a due motivi in particolare: da un lato, le persone si stanno abituando alla comodità di fare shopping online, dall’altro, alcuni non si sentono ancora sicuri ad entrare nei negozi e toccare o provare i prodotti.

Non sorprende affatto che sia in costante aumento il numero di venditori offline a voler aprire un proprio sito ecommerce.

L’impatto del Covid-19 sull’eCommerce in Italia

La pandemia da covid-19 è destinata a cambiare i paradigmi vigenti sul piano sociale, tecnologico ed economico, impattando sulle nostre abitudini di lavoro e consumo. Il risultato è quello di un’accelerazione della velocità di espansione dell’ecommerce, principalmente in tre direzioni. 

Adozione di internet

Il lockdown ha costretto le persone a vivere in isolamento e le ha forzate a dedicarsi ad attività individuali piuttosto che collettive. Gli adulti lavorano in smart-working, i bambini seguono le lezioni di scuola online, i bar/ristoranti consegnano a domicilio, le palestre offrono corsi virtuali e i film vengono lanciati in streaming. Ogni azienda b2c ha dovuto ripensare al proprio modello di business, accelerando il processo di digitalizzazione.
Anche i più testardi hanno abbandonato qualsiasi reticenza nei confronti dell’adozione di internet come soluzione a motivi di vera necessità, quali acquistare beni di consumo o comunicare con familiari ed amici. Il lockdown sarebbe stato insopportabile senza una connessione ad internet!

Dallo shopping fisico all’ecommerce

Anchedopo la fine della pandemia, le persone saranno abituate ad evitare gli assembramenti, a non viaggiare se non in determinati casi e a divertirsi anche stando in casa. Come? Facendo shopping online e ordinando i pasti a domicilio, ad esempio. Tante persone stanno sperimentando le comodità dell’ecommerce per la prima volta, ma di certo non sarà l’ultima. L’abitudine della spesa settimanale verrà vista come i lavori scomodi di una volta, al pari del lavare a mano i vestiti: perché farlo, quando puoi usare la lavatrice? 

Automazione e pagamenti

Oggi i pagamenti in contanti sono considerati un incubo, un ricettacolo di batteri, monete e banconote toccate da innumerevoli mani; non sono da meno le carte di credito, visto che ci costringono a premere dei tasti già toccati da altri acquirenti potenzialmente infetti. Per questi motivi, anche i più ritardatari sono stati costretti a superare la resistenza e optare per pagamenti digitali e contactless, arrivando a preferirli ai tradizionali. 

Il 2020 non sarà ricordato soltanto come l’anno della pandemia, ma anche come l’anno in cui l’ecommerce ha raggiunto il suo punto di non ritorno.

I settori ecommerce che più sono cresciuti durante il lockdown

L’avvento del covid-19 ha cambiato le carte in tavola, si è registrata un’impennata per tutti quei settori che, fino a poco tempo fa, erano considerati emergenti: basti pensare che quello dell’alimentare è diventato il settore merceologico con più transazioni, portandosi a casa il 3,1% del totale del fatturato dell’ecommerce in Italia.

A registrare l’incremento maggiore, da febbraio ad aprile di quest’anno, abbiamo il pet care (+154%); cibi freschi e confezionati (+130%); prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%). 

In crescita a ruota, tra i settori ecommerce che più sono riusciti a vendere online durante il lockdown, ci sono anche salute e bellezza, grazie al pharma, e l’editoria con i contenuti in streaming. Anche l’elettronica non si ferma, con gli acquisti di laptop, notebook, stampanti e piccoli elettrodomestici. In aumento anche gli ordini di giocattoli, articoli sportivi e sex toys.

Tra i settori in perdita invece abbiamo moda, tempo libero, eventi e turismo.

La crescita esponenziale dell’eCommerce nel 2020

L’ecommerce, dopo esser stato considerato per anni un canale secondario, ha acquisito un ruolo fondamentale nella pianificazione delle strategie di vendita e nella connessione con i consumatori. Il 2020 prospetta una crescita del 26% rispetto all’anno precedente, l‘incremento di fatturato più alto di sempre con 4,7 miliardi in più in un unico anno: il valore degli acquisti online toccherà i 22,7 miliardi di euro.

La crescita dei web shopper, la maggior confidenza e fiducia in internet e nei pagamenti digitali stanno portando ad un esito positivo nel potenziamento dell’ecommerce.  

I modelli di consumo stanno cambiando e la strada verso l’omnicanalità oggi è in forte accelerazione. Il nuovo ecommerce sarà sempre più local: il cosiddetto proximity commerce, infatti, consente di avvicinare i piccoli negozianti ai fuoriclasse del commercio elettronico. Grazie alle potenzialità del digital, i negozi del territorio potranno organizzarsi in una sorta di micro-marketplace, un’unica piattaforma dove raccogliere la domanda dei locals senza però precludersi dei confini, esportando i prodotti grazie alla logistica e i programmi di delivery.  

Perché è vitale avere un sito eCommerce (anche senza lockdown)

Visto che ancora non sappiamo quando ritorneremo alla normalità, è necessario ripensare al sistema di vendita adottato finora. Oggigiorno, un’attività che vuole sopravvivere, deve spostarsi online e realizzare un sito e-commerce.

Molti ci stanno già pensando, come dimostrano le ricerche su Google Trends Italia:

Gran parte dei nuovi negozi online sono stati creati da esercenti che finora avevano solo il proprio negozio fisico, a prova del fatto che fare affidamento esclusivamente sul punto vendita è rischioso, data la situazione in Italia.

A tal proposito, abbiamo riassunto in 3 punti, i vantaggi per cui realizzare un sito e-commerce.

  • Maggior numero di potenziali clienti: la clientela di un negozio ha caratteri geografici ben precisi: di solito i clienti sono persone che vivono nella stessa città o in zone limitrofe. Un ecommerce potenzialmente non ha limiti: basta infatti una connessione internet e qualunque persona, in qualsiasi parte del mondo si trovi, può acquistare nel negozio online.
  • Vendere 24/7: quando il negozio offline chiude, l’ecommerce rimane aperto e chi vuole acquistare può farlo quando preferisce, anche di notte! Questo significa incassare anche senza lavorare, quasi: basta solo aggiornare la vetrina online dei prodotti.
  • Costi di gestione (quasi) azzerati: avere un punto di vendita fisico significa dover pagare le bollette di luce, acqua e gas e l’affitto ogni mese. Un ecommerce non ha costi fissi mensili (tranne l’hosting del sito) anzi, da un lato fa risparmiare e, dall’altro, aumentare il fatturato!

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