20 Febbraio 2019

Le app che usi influiscono sulla tua vita quotidiana e sulle tue emozioni?

Carlo Peroni - Copywriter & Content | Categoria:
app emozioni

Si! Recenti studi hanno messo l’accento su come i social media possano influenzare positivamente o negativamente l’umore di chi li utilizza.

Un caso in particolare sembra legato alla felicità dei propri utenti: quello di Snapchat. In un mondo di app che rischiano, talvolta, di farci sentire ansiosi e isolati (sindrome depressiva da social network),  Snapchat è fondamentalmente l’app che fa stare meglio: il 95% degli intervistati afferma che questa app li fa sentire felici, in maniera maggiore rispetto ad ogni altra app testata.

Per capire come le persone usano Snapchat e i suoi concorrenti, la ricerca ha intervistato 1.005 persone tra i 13 e i 44 anni. Oltre a sentirsi “felici”, gli utenti di Snapchat hanno anche detto che l’app li ha resi spontanei. Questi utenti, inoltre, hanno utilizzato altri attributi positivi per descrivere l’app.

Il formato delle storie è stato inventato da Snapchat!

Il successo di Snapchat è dovuto al fatto che gli adolescenti preferiscono usare una app in cui i messaggi scompaiano senza rimanere per sempre online. Aggiungendo Snapchat Stories (chiamata My Story) a fine 2013 e passando al social networking, dopo aver conquistato gli adolescenti Snapchat ha iniziato ad attirare un pubblico più vario, fino alle celebrity e agli influencer, conquistando una quota sempre maggiore del mercato.

Con il successo arrivano le miliardarie offerte economiche di Facebook, sempre rifiutate da Evan Spiegel, co-fondatore e mente dietro il progetto. Dai rifiuti nacque la ormai celebre rivalità. Sembra che Zuckerberg abbia applicato alla competizione con Snapchat questa sua famosa citazone:

The internet is not a friendly place. Things that don’t stay relevant don’t even get the luxury of leaving ruins. They disappear”. Ovvero: internet non è un posto amichevole. Le cose che non rimangono rilevanti non hanno nemmeno il lusso di poter lasciare rovine dietro di sé. Scompaiono e basta.

A fine 2016, tre anni dopo l’introduzione delle Snapchat Stories, Facebook copia le feature e il formato senza neanche disturbarsi di cambiarne il nome e li applica a tutte le sue app, interrompendo, di fatto, la crescita di Snapchat per un boost esponenziale di quella di Instagram.

Come funziona Snapchat in Italia?

Come riportato da Vincos in questo interessante articolo, a livello globale gli utenti attivi che usano l’app quotidianamente e che accedono in media 20 volte al giorno sono 188 milioni. In Italia i numeri sono ridotti rispetto ad altri social, ma il pubblico di riferimento è estremamente giovane: il 39% degli iscritti italiani è nella fascia 13-18. In prevalenza il social del fantasmino è scelto dalle donne, che rappresentano il 60% della base utenti. A settembre 2018 gli utenti attivi erano stimati a 2,5 milioni.

Dando un’occhiata a Google Trends, il termine Snapchat è cercato soprattutto in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto e le parole più cercate in tal senso sono “Giulia de Lellis snapchat”, “Andrea Damante snapchat” e “Ludovica Valli snapchat”, ovvero le celebrities amate dalle ragazze italiane.

Chi usa Snapchat è felice, mentre chi usa Facebook è triste? Non è così scontato!

sindrome depressiva da social network

Al di là delle fazioni e delle preferenze personali, rimane da chiedersi quali, tra le piattaforme, incoraggino un’interazione positiva, pur non avendo la base utenti più ampia. I social network sono un mezzo non un fine e il loro utilizzo dipende da quello che vuoi fare con il tuo Brand e soprattutto con la tua community.

I social network non sono ambienti positivi o negativi di di per sé: contano tanto il tono che usi nei post e come amministratore. I modi del discorso della tua Community sarà influenzato dalle regole esplicite e implicite che adotterai nella tua comunicazione. Ecco quali sono i social network più amati dagli italiani:

  • Facebook: uno strumento eccezionale per la connessione personale, ma anche per l’Advertising e la creazione di community;
  • Twitter: un antico concorrente di Facebook, che oggi sembra avere trovata la sua nicchia di utenti appassionati. Un errore sottovalutarlo;
  • Reddit: pubblico molto difficile ma un luogo come pochi dove trovare news, meme e opinioni non scontate su ogni argomento possibile;
  • LinkedIn: il social network dei professionisti che nasconde incredibili vantaggi per il B2B e il personal branding;
  • Instagram: il social dei contenuti leggeri, in pieno boom da un paio di anni a questa parte;
  • Pinterest: il canale ideale per pubblicare foto e per trovare un pubblico di creatori e appassionati dei propri prodotti;
  • YouTube: utilizzato per i video, ma con tutte le funzioni e le potenzialità di un vero social network;
  • Tumblr: importante per un certo target giovanile;
  • 4chan: la piattaforma “tossica per eccellenza”; da evitare come la peste!

Nella ricerca citata a inizio articolo, alcuni di questi social vengono così definiti per motivazione di utilizzo dai partecipanti al sondaggio:

pro e contro social network

Tutte queste piattaforme sono, dunque, definite dai diversi pubblici che le abitano e le popolano e dai loro diversi comportamenti. Gli utenti si dividono in nicchie di interesse più o meno ampie. Non è detto che per un Brand comunicare in una nicchia di dimensioni relativamente piccole (anche poche migliaia di persone) sia meno efficace rispetto al comunicare magari in una community molto più grande, ma con un interesse definito in maniera meno precisa e puntuale.

Vedere i social network come un campo di battaglia –à la Zuckerberg– è una scelta azzardata per la maggior parte dei Brand, tuttavia conoscere le specificità di utilizzo di ciascun social network permette di declinare la propria comunicazione in maniera efficace, raggiungendo target differenti. L’importante è non affezionarsi a un’unica piattaforma ma differenziare, sia mai che il tuo social preferito sparisca da un giorno all’altro e che il Brand perda contatto dalla community che aveva raccolto a sé con tanti sforzi e dedizione.

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