7 Maggio 2019

Twitter serve ancora?

Carlo Peroni - Copywriter & Content | Categoria:
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Il social network dell’uccellino un tempo veniva considerato il principale competitor di Facebook, ma poi la sua crescita si è arrestata. Fallita la virata mainstream, Twitter è rimasto una piattaforma di nicchia, utilizzata da pochi affezionati utenti. Nel panorama dei social network, tuttavia, riveste un ruolo preciso che è riuscito a ritagliarsi nel corso della turbolenta storia del web. Con questa premessa, la domanda a cui questo articolo cercherà di dare risposta è: che benefici può portare l’utilizzo di Twitter alla tua strategia di web marketing?

Ha ancora senso utilizzare Twitter nella propria strategia editoriale?

Facebook e Instagram sono i luoghi dove andiamo per sapere cosa fanno i nostri amici, Twitter, invece, sembra fatto per commentare la politica o gli ultimi programmi che hanno fatto discutere in TV. La piattaforma ha così preso una reputazione di social litigioso. E questo rischia di spaventare i Brand, che di solito preferiscono stare lontani da inutili polemiche.

A fronte di un pubblico troppo piccolo da raggiungere, il social è ancora uno strumento insostituibile in un particolare frangente: le breaking news. Alcuni lo consideranoi il social dei giornalisti, e non a torto. Questa particolare categoria, infatti, rappresenta il 25% degli utenti verificati.

Sfruttando dinamiche simili a quelle delle breaking news, Twitter diventa, dunque, uno strumento insostituibile per tutti coloro che si occupano di real time marketing. TV, eventi sportivi e occasioni speciali come la notte degli Oscar o il Festival di Sanremo possono essere seguiti e commentati su Twitter in un modo che ancora nessuna piattaforma è riuscita a eguagliare.

Chi si occupa di web marketing è sempre alla ricerca di novità: per quanto riguarda l’espressione del sentiment riguardo alle notizie dell’ultima ora, Twitter è per molti il luogo ideale dove tastare il polso della situazione.

I numeri di Twitter: è vero che non cresce più?

grafico della crescita utenti twitter dal 2010 al 2019

Su Twitter, quotidianamente, vengono inviati circa 500 milioni di tweet. Gli utenti attivi almeno una volta al mese (MAU, Monthly Active Users), dalle ultime rilevazioni risultano essere 330 milioni a livello globale. In Italia, la base utenti si aggira attorno ai 3,5 milioni: niente di paragonabile alle decine di milioni di utenti di Facebook e Instagram.

Dal grafico qui sopra, emerge chiaramente un calo degli utenti non indifferenti: dai 336 milioni di inizio 2018 ai 320 di fine anno, sembra che Twitter si sia perso un pezzo per strada. Ma non si tratta di una caduta libera, ma piuttosto di una pulizia di primavera. Tra maggio e giugno 2018, infatti, il social ha sospeso oltre 70 milioni di profili falsi e sospetti. Ciò potrebbe aver causato una diminuzione del conteggio totale degli utenti, ma è servito anche come una mossa per aumentare l’autenticità del contenuto sulla piattaforma e creare maggiore fiducia.

Per alcune nicchie di mercato, Twitter è ancora il posto dove andare. Twitter è, dunque, il posto dove seguire i giornalisti, i politici e celebrità (anche se queste ultime si sono in buona parte spostate su Instagram). Specialmente per gli appasionati di news, Twitter rimane insostituibile.

Addio 140 caratteri

Twitter non è più il social dei 140 caratteri. Ha, infatti, raddoppiato la quantità delle battute disponibili per permettere agli utenti di esprimersi in maniera più articolata. I 280 caratteri disponibili oggi permettono a chi usa Twitter in modo istituzionale di esprimere più chiaramente la propria posizione senza temere le incomprensioni dovute a una eccessiva brevità.

Anche tutte quelle aziende che utilizzano il social network come canale di customer care possono avere più spazio per comunicare con i clienti.

Ma perché twitter aveva solo 140 caratteri? Jack Dorsey, CEO dell’azienda, ha dichiarato che il limite originale di 140 caratteri era arbitrario, ispirato al limite di 160 caratteri per i messaggi SMS sui telefoni cellulari. Nell’era pre-smartphone, era così possibile inviare un tweet mandando un messaggio di testo dal proprio telefono. Dato che ciò non è più necessario, è stato deciso di aumentare il limite di caratteri utilizzabili, put mantenendo l’identità di piattaforma di micro-blogging.

Conclusioni e takeaway

Per concludere, proviamo a rispondere alla domanda di partenza: Twitter serve ancora in una strategia di web marketing?

La presenza sul social network dell’uccellino è fondamentale per chi si occupa di comunicazione, per chi svolge la professione di giornalista e per chi, con i giornalisti, ha a che fare tutti i giorni nel proprio lavoro, come gli addetti all’ufficio stampa o tutti coloro che organizzano eventi. Specialmente in questo ultimo caso, sfruttare le possibilità del real time marketing può essere un grande vantaggio. Inoltre, Twitter è il social dove sono nati gli hashtag, uno strumento imprescindibile per raccogliere gli utenti attorno a un’occasione, un evento live o anche un tema di comune interesse.

Per alcune nicchie di mercato, Twitter rimane una piazza molto frequentata. Non ti resta che fare un’analisi del tuo pubblico e provare a capire come si comportano i tuoi competitor: sono già presenti? Che tipo di contenuti pubblicano?

Se i tuoi prodotti o servizi già vengono discussi e commentati sulla piattaforma, una presenza ragionata può far sì che tu venga riconosciuto come una fonte autorevole. Se, invece, la tua nicchia di mercato non utilizza Twitter come strumento di comunicazione, di certo non varrà la pena di farne il centro delle tue attività di marketing. Tuttavia, potrebbe essere comunque opportuno di mantenere una presenza istituzionale, limitando l’impegno e gli sforzi, ma rimanendo in ascolto della community.

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